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Mara Abbott Rosa tra le donne

Mara Abbott scrive il proprio nome nell’albo d’oro del Giro Donne. Ampiamente ipotecato con le vittorie di Livigno e dello Stelvio, il successo della statunitense è stato costruito con caparbietà e continuità, con una squadra formidabile e con la tenacia che da anni contraddistingue la forte atleta a stelle e strisce. Il secondo posto del 2009, la ricerca del miglioramento e la capacità di preparare ottimamente l’obiettivo rosa sono stati gli ingredienti di un successo cercato e conquistato.
E’ un Giro Donne a stelle e strisce a tutto tondo quello che si è concluso a Monza, con l’ulteriore conferma del valore atletico del nazionale degli Stati Uniti diretta da Manel Lacambra. Il successo allo sprint dell’emergente Shelley Evans, le braccia al cielo a centro gruppo di Mara Abbott sono la conferma del valore raggiunto dalla nazionale degli Stati Uniti.

Novantasette atlete chiamate a raccolta nel tempio dei motori, l’Autodromo Nazionale di Monza, per un binomio eccellente tra ciclismo e sport rombante. Le parole in diretta di Marina Romoli, sempre nel cuore di tutto il Giro sin dalle battute iniziali di Trieste, al chilometro zero all’interno dell’Autodromo hanno riscaldato gli animi e ricordato una volta di più che la vita vera va oltre il mondo dello sport, di cui lo stesso si fa portatore.
Al traguardo volante posto al termine dei tre giri all’interno del circuito automobilistico si impone la campionessa d’Italia Monia Baccaille su Marianne Vos e Nimesha Smith. Dopo le dure tappe alpine c’è ancora voglia di ciclismo sulle strade brianzole. Attaccano in tre. La vincitrice di Albese con Cassano Evelyn Stevens (Htc), Alona Andruk (Safi) e la brianzola Silvia Valsecchi (Top Girls). Il terzetto non decolla se non poco sopra i trenta secondi. Prova a rompere ulteriormente gli indugi la Stevens, ma non va oltre un minuto esatto di vantaggio. Il gruppo rientra sulle tre di testa al passaggio da Mariano Comense, a trenta chilometri dalla conclusione. Corsa controllata dalla squadre che vogliono portare le velociste a giocarsi la tappa. Ma a ripartire sono nuovamente sei, dopo ottantacinque chilometri dal via. Iris Slappendel (Cervelo), Noemi Cantele ed nuovamente Evelyn Stevens (Htc), Giorgia Bronzini (Gauss), Martina Ruzickova (Michela Fanini) e l’olandese Sanne Van Paassen (Nazionale Olanda). Il vantaggio non va oltre ventidue secondi ed all’ingresso in Muggiò, sempre più vicine a Monza, le battistrada vengono riassorbite dal gruppo. Alta velocità negli ultimi chilometri con le squadre pronte a lanciare la volata finale del Giro. Lavorano molto bene le statunitensi che tengono alta l’andatura e lanciano dinnanzi alla Villa Reale a Shelley Evans uno sprint davvero regale. La piccola americana ne approfitta, ringrazia la squadra e salta sulla linea una tenace Kirsten Wild, con Giorgia Bronzini Al terzo posto.
Nessuna preoccupazione per la leader del Giro Mara Abbott e per tutte le protagoniste dell’alta classifica. Anche Marianne Vos, oltre alla maglia bianca, riesce a conservare il primato nella classifica a punti dagli attacchi di Ina Teutenberg, in un confronto teso sino all’ultimo chilometro.
“E’ stato un grandissimo Giro per me – ha commentato Mara Abbott – abbiamo passato tutta la prima parte della corsa a controllare ed aspettare che le tappe decisive arrivassero, cercando di spendere meno energie possibili. Sono state decisive le frazioni di Livigno e dello Stelvio. Lì dovevo farmi trovare pronta e preparata e lì sono arrivata con grinta e decisione. Sapevo che la salita avrebbe fatto la differenza e che saremmo state pronte a giocarci la maglia in poche. Temevo la Pooley, ma non solo. Ma siamo stati anche una squadra pronta in ogni situazione. Per questo ringrazio le mie compagne, il direttore tecnico Manel Lacambra ed anche Amber Neben, che è caduta dopo Livigno e non può partecipare direttamente alla gioia della nostra nazionale, quella degli Stati Uniti, che vince il Giro Donne. Il secondo posto dello scorso anno - precisa la Abbott – mi aveva fatto capire che avrei potuto vincere un Giro d’Italia. E’ una corsa che non si improvvisa e che si prepara solo con grandi sacrifici ed allenamenti. Noi abbiamo avuto un avvicinamento al Giro molto serio, abbiamo visionato le tappe. Conoscevo tutte le salite più importanti, ma soprattutto ero motivata alla corsa. Con un tracciato così, mi sono detta che non potevo farmela sfuggire. Non so quando mi ricapiterà di avere un Giro disegnato così bene per le mie caratteristiche. Per questo ringrazio anche gli organizzatori per aver disegnato e realizzato un Giro bello, emozionante”.
“Un bellissimo Giro Donne – ha commentato la campionessa del mondo Tatiana Guderzo, terza in classifica generale – ho fatto tutto quello che potevo ma ho trovato sulla mia strada atlete di tutto rispetto e primissimo piano come la Abbott e la Arndt, fior di campionesse. Comunque sono salita sul podio e credo non sia un risultato da sottovalutare”.
CLASSIFICA GENERALE FINALE
1. ABBOTT Mara (Nazionale Usa) in 25h15'54’’
2. Arndt Judith (Htc Columbia Women) a 2'05’’
3. Guderzo Tatiana (Team Valdarno) a 3'05’’
4. Hausler Claudia (Cervelo Test Team) a 5'26’’
5. Pooley Emma (Cervelo Test Team) a 7'29’’
6. Vysotska Eivgenia (Team Valdarno) a 8'23
7. Vos Marianne (Nazionale Olanda) a 9'24’’
8. Antoshina Tatiana (Team Valdarno) a 12'08’’
9. Zabelinskaya Olga (Safi Pasta Zara) a 23'03’’
10. Berlato Elena (Top Girls Fassa Bortolo Ghezzi) a 25'50’’
Classifica Punti
1. Vos Marianne (Nazionale Olanda) punti 80
2. Teutenberg Ina Yoko (Htc Columbia) punti 65
3. Arndt Judith (Htc Columbia) punti 62
Classifica GPM
1. Pooley Emma (Cervelo Test Team) punti 48
2. Abbott Mara (Nazionale Usa) punti 43
3. Guderzo Tatiana (Team Valdarno) punti 33
Classifica Giovani
1. Vos Marianne (Nazionale Olanda) in 25h25'18
2. Berlato Elena (Top Girls Fassa Bortolo Ghezzi ) a 16'26’’
3. Gillon Shara (Nazionale Olanda) a 32'38
Classifica Italiane
1. Guderzo Tatiana (Team Valdarno) in 25h18’59”
2. Berlato Elena (Top Girls Fassa Bortolo Ghezzi) a 22’45”
3. Carretta Valentina (Top Girls Fassa Bortolo) a 57’18’’
(articolo di ciclonews)

Gianluca Muratore

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