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IL DILUVIO (vacanze 2010 -2°parte)

I risvegli di questi giorni hanno cancellato quelli “grigi” che mi hanno accompagnano durante l’anno. Lo svegliarsi senza l’assillo che l’inizio di una giornata di lavoro può dare, non ha prezzo.

Oggi il mare è un tantino agitato, e per questo il profumo è ancora più forte . . .

A pochi passi da casa mi aspettano Biagio e Vincenzo, giusto il tempo per un caffè e poi via verso Sapri (SA), in programma un bel giro, dove all’inizio la strada si aggrappa alla montagna (foto), cosa non difficile da trovare da queste parti, ma a renderla ancora più spettacolare è il mare che 150/200 m più sotto ci accompagna per i primi 17 km circa. Il manto stradale è molto bello, il tratto in questione è un susseguirsi di saliscendi. Mi fermo nel punto che in assoluto preferisco su questa strada per fare qualche foto alla spiaggia di Acquafredda, frazione di Maratea, e per vedere anche la strada già percorsa.

Ovviamente l’andatura è cicloturistica, non ho voglia di menare, uno perché sono in vacanza e due non voglio perdermi il panorama. Purtroppo quest’oggi il cielo non è terso come al solito, ma la cosa non mi preoccupa.

Ma l’uomo del meteo (Biagio) residente ed esperto conoscitore delle nuvole del posto, ci avvisa che oggi torneremo a casa con più acqua del solito.

Incredulo della cosa, non rimpiango il fatto di aver lasciato a casa la mantellina e sperando che il vento compia il suo dovere continuo a pedalare in direzione Sapri seguito dai condottieri di giornata.

Arrivati all’inizio del centro abitato, svoltiamo a destra in direzione San Costantino frazione di Trecchina, da qui la strada salirà in maniera costante per 15 km, addentrandosi nei boschi dove di tanto in tanto si trova qualche casa.

E’ una bella salita con una pendenza media del 6/7% tanto verde e tanta tranquillità. A tre km dalla vetta mi convinco e mi rassegno a prendere l’acqua.. sull’ultimo tornante i goccioloni che cominciano a cadere sono solo il preludio di quello che da lì a poco si scatenerà sulle nostre teste, non facciamo in tempo a vedere la fine della salita, che la pioggia si fa così insistente che ci induce a fermarci e a ripararci sotto la pensilina di una farmacia, unica protezione che c’è sulla strada.

Aspettiamo che smetta e solo un acquazzone estivo dico io . . . l’acqua è talmente abbondante che ai lati della strada si formano due fiumi. Aumenta l’intensità, le folate di vento contribuiscono a far sembrare ancora tutto più apocalittico.

All’improvviso la pioggia cessa di far male, ne approfittiamo salendo in sella e cominciando a scendere verso il fondo valle, ma la tregua concessa dura poco, le strade sono ormai fiumi a fatica riesco a vedere quello che mi sta davanti, entriamo nel bosco e oltre alla pioggia dall’alto ci becchiamo anche quella delle piante che ci circondano. Mi sento una spugna, le dita sono congelate e le gambe fanno fatica a girare, lungo la schiena scorre in continuazione un “rigagnolo” d’acqua freddo come ghiaccio, riesco comunque ad alimentarmi prendendo degli zuccheri. A metà discesa Biagio entra inevitabilmente in un guado che attraversa la strada, forando la gomma anteriore, ci fermiamo balbettando e tremando dal freddo, nonostante tutto riusciamo abbastanza velocemente a sostituire la camera d’aria. La strada per arrivare a fondo valle è ancora lunga, dopo 20 km circa raggiungiamo Rivello (foto a destra),

lo attraversiamo e  anziché prendere la S.S. 585, optiamo per la variante interna che le passa sotto, e che ci porta dritti dritti a piedi della salita per Trecchina. Finalmente salita, 10 km con pendenza non eccessiva ma che mai come oggi si fa sentire, non c’è modo migliore per scaldarsi e per allentare la pressione sulle braccia che ormai erano diventate dure e doloranti. La pioggia si è ormai attenuata, le strade di Trecchina sono quasi asciutte come se lì fosse caduta solo una lieve pioggerella. Ci avviciniamo a Maratea percorrendo il tratto in leggero falsopiano prima dei 15 km finali tutti in discesa, e quando questa inizia avvertiamo subito l’aria calda che porta sollievo sulla nostra pelle. E’ stata una giornata incredibile non ho mai preso tanta acqua in vita mia . . .

Km 62 dislivello 1396 m s.l.m

Gianluca Muratore

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